Patologie Diabete tipo 1 - ABCDEFONLUS

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Ipoglicemia è un termine medico che indica uno stato patologico causato da (e definito come) un basso livello di zuccheri (glucosio) nel sangue. L'ipoglicemia provoca una nutrita serie di effetti e di sintomi, la maggior parte dei quali originata da uno scarso afflusso di glucosio al cervello, che ne riduce le funzioni (neuroglicopenia): questa diminuzione della funzione cerebrale può andare da un vago senso di malessere al coma e in casi rari alla morte. Una condizione di ipoglicemia può avere origine da molte cause diverse, e può accadere a qualunque età.
Nella medicina popolare americana (familiarmente o fra amici) si parla di ipoglicemia anche per indicare uno stato di sbalzi di umore e di ridotta funzionalità cognitiva, ma che non è associato a un basso livello di glucosio nel sangue: il rimedio adottato è in genere un cambiamento nella dieta. Nella letteratura medica americana questo tipo di ipoglicemia è designato come ipoglicemia funzionale e presenta gli stessi sintomi dell'ipoglicemia reattiva ma non è associata a bassi livelli di glucosio.
 

L'iperglicemia è definita come un'eccessiva quantità di glucosio nel sangue.
Il valore di soglia oltre il quale si può parlare di iperglicemia è di 110 milligrammi su decilitro (mg / dl) di sangue a digiuno o 140 milligrammi su decilitro dopo due ore da un carico di glucosio. Questo valore convenzionale è basato sulla tendenza del corpo a filtrare il glucosio presente nel sangue tramite i reni quando è presente una tale concentrazione (Glicosuria). La condizione d'iperglicemia è presente in caso di pazienti affetti da diabete, i quali devono sottoporsi ad una terapia insulinica specifica in modo da abbassare la quantità di glucosio circolante a livelli normali. Tale situazione, tuttavia, non è necessariamente sinonimo di diabete mellito, il cui valore soglia, è 126 milligrammi per decilitro (mg / dl) di sangue a digiuno (o 7 mmol / l) o 200 milligrammi su decilitro dopo due ore (o 11,1 mmol / l) da un carico di glucosio. Per quei valori compresi tra 110 e 125, se a digiuno o 140 e 200 dopo un carico di glucosio, si parla di alterata tolleranza glucidica (IFG o IGT), situazione, quest'ultima, che in alcuni casi può rinormalizzarsi (ad esempio nei casi di diabete gestazionale).

 
 
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