Gary Hall Junior - A.b.c.d.e.f. Onlus - Associazione Bambini con Diabete e Famiglie

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Gary Hall Junior

Spazio ragazzi

Gary Hall Junior è un atleta molto speciale anche fuori dall’acqua. Porta la sua esperienza di campione affetto da diabete a ragazzi, genitori, allenatori, medici e dirigenti delle società sportive, anche in qualità di portavoce dell’Associazione americana diabetici.

  Numero 1 col diabete

Il diabete è arrivato, come una mazzata, a metà della sua carriera agonistica. Pochi mesi dopo Gary Hall Jr riprendeva a vincere, alle Olimpiadi come ai Campionati Mondiali, diventando il nuotatore più veloce della storia.  

        
  
     Gary Hall Junior è il nuotatore più veloce della storia del nuoto americano, ha partecipato a tre edizioni dei giochi olimpici in cui ha conquistato numerose medaglie ed è tuttora detentore di un record del mondo, diventando l’eroe di milioni di nuotatori e di persone con diabete.
Siamo nel 1999. Gary Hall Junior ha 25 anni ed è la stella emergente del nuoto agonistico americano. Ha iniziato a vincere a 16 anni, a 18 era campione nazionale juniores. A 21 anni ad Atlanta partecipa alla sua prima Olimpiade e sale sul podio quattro volte: due medaglie d’argento nelle gare individuali e due medaglie d’oro nelle staffette.
Una carriera scritta negli astri o forse nella genetica. Suo padre, Gary Hall Senior è stato tre volte nuotatore olimpionico. Lo zio, Charles Keating III era un atleta della squadra olimpica del 1976 come nuotatore ranista. Il nonno, Charles Keating Junior, è stato un campione negli anni ’40.
Qualcosa però non funziona. Gary si sente sempre più spesso stanco, ha sempre sete, la vista un po’ velata e be’... va spesso in bagno. Una sera a una festa crolla a terra. In qualche modo gli amici trasportano all’ospedale questo colosso alto 198 centimentri e pesante 94 chili. La diagnosi è veloce: chetoacidosi da diabete di tipo 1.
Ok. Per tutti la prima diagnosi è uno choc. Inutile fare classifiche. D’accordo. Ma provate un po’ a mettervi nei suoi panni (si fa per dire). Essere uno dei primi 3-5 nuotatori mondiali. Favorito per diventare il numero uno al mondo. Con una famiglia di olimpionici alle spalle, amici tutti ‘del giro’, una vita fatta di piscina e allenamenti in palestra e scoprire di avere una condizione cronica.
All’inizio Gary non aveva ancora ben compreso cosa fosse veramente il diabete. Credeva che fosse una di quelle malattie che colpiscono gli anziani, le persone in sovrappeso o poco attive, il contrario di tutto quello che lui era.
Uscito dall’ospedale, Gary fece quello che tutti i ragazzi americani e molti europei avrebbero fatto nel suo caso. Accese il computer e cercò tutto quanto era possibile sapere di questa patologia. Scoprì che il diabete poteva essere curato, certo, che si poteva benissimo riprendere a fare una vita normale. Ma la sua ‘non’ era una vita normale. Di lì a una settimana ci sarebbe stata la gara più importante della stagione. E l’anno dopo le Olimpiadi di Sidney.
Era sempre più chiaro a Gary che l’agonismo a certi livelli gli sarebbe stato precluso. Rifletté molto, passando un periodo sempre di cattivo umore, sconvolto e scoraggiato. La malattia sembrava aver reso vano ciò che dopo qualche difficoltà gli aveva fatto raggiungere una carriera agonistica. «Il mondo mi è crollato addosso», racconta Gary con un bel sorriso luminoso, quasi come le quattro medaglie (due d’oro, una di bronzo e una d’argento) vinte alle Olimpiadi di Sydney l’anno seguente!
Cosa è successo? Un miracolo? Forse sì, ma fatto di forza di volontà. Gary Hall Junior afferma di dovere tutto a due donne, la sua fidanzata poi divenuta sua moglie e Annie Peters, endocrinologa e docente di Clinica medica alla University of Southern California di Los Angeles.
Ma non è vero. Il merito principale è di Gary stesso. Egli cercò di reagire mettendo da parte lo sport inziando a viaggiare con la fidanzata. Trascorso un certo periodo in giro per gli Stati Uniti, conosce la Peters che lo rassicura: «non ci sono ragioni per smettere di scendere in vasca e gareggiare, dando il meglio di se stesso».
Gary riprende gli allenamenti appena in tempo per arrivare alle selezioni olimpiche e inizia a prepararsi per Sydney. Ora, oltre agli avversari, Gary deve tenere sotto controllo la glicemia. Basterebbe discostarsi anche poco dal livello ideale: una leggera iper o ipoglicemia per avere un leggero calo di rendimento (vedere box). Niente di grave, ma sufficiente per non arrivare primo.
Gary diviene non solo un atleta, ma anche un paziente modello. Nei giorni di gara controlla la glicemia anche 10 o 12 volte, sa perfettamente cosa mangiare e quanto, e riesce a dosare l’insulina sulla base degli impegni fisici. Con la Peters, che delle volte lo accompagna agli appuntamenti sportivi, discute gli aggiustamenti alla terapia necessari per esprimersi al meglio. E tutto funziona.
La sua carriera prosegue come detto a Sydney, dove vince la gara dei 50 m stile libero (segnando il record del mondo) e arriva secondo nella gara dei 100 m stile libero.
Dopo questo enorme sforzo si prende una pausa e riprende a nuotare nell’agosto dell’anno successivo, partecipando ai campionati estivi nazionali dove vince ancora una volta la gara dei 50 m stile libero. Questa vittoria lo porta direttamente ai Goodwill Games in Australia nell’agosto del 2001. Le gare vanno abbastanza bene ma il loro incessante susseguirsi ogni giorno gli causa sbalzi repentini del livello dello zucchero nel sangue.
Ma non si dà per vinto e cercando di tenere sotto controllo il problema, affronta altre gare nei mesi successivi con l’obiettivo delle Olimpiadi di Atene 2004. Gary Hall non è il più grande nuotatore diabetico di tutti i tempi. È il più grande nuotatore in assoluto, soprattutto sulla velocità pura.
Gary Hall Junior nuota pressoché esclusivamente a stile libero, stile congeniale per la sua struttura fisica che gli permette di essere formidabilmente idrodinamico e veloce. Quasi sempre è stato l’atleta determinante per conquistare le staffette a stile libero e misti. Un atleta molto speciale, conosciuto in tutto il mondo dagli atleti e dagli appassionati del nuoto per il suo carisma e per il suo modo di presentarsi alle gare natatorie. Spesso alle gare internazionali inscena il suo rito del riscaldamento a bordo vasca, indossando un paio di pantaloncini da pugilato a stelle e strisce lunghi sino al ginocchio, imitando la gestualità di un atleta che dà pugni al vento. In uno sport dove generalmente si dà il meglio di sé intorno ai 20 anni, Gary Hall ha vissuto da protagonista anche le ultime Olimpiadi di Atene, raggiungendo, all’età di 29 anni le dieci medaglie: cinque d’oro, tre d’argento e due di bronzo.
È il nuotatore americano maschio più anziano a partecipare ai Giochi Olimpici dal 1924. Durante queste Olimpiadi è diventato anche il secondo atleta olimpico più decorato di tutti i tempi assieme a Carl Lewis.
È anche fortunato, alla finale dei 50 m stile libero ha battuto il croato Duje Draganja per un centesimo di secondo. Il padre Gary Hall Senior era invece perseguitato dalla sfortuna che gli impedì di ottenere successi meritati nelle competizioni olimpiche. Ma fortuna e sfortuna sono concetti molto relativi, non è vero Gary Jr?

Ultima modifica: 22/03/2010

 
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