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Assistenza sanitaria

Diabete a scuola: la situazione nel Regno Unito richiede interventi immediati

Ma in Italia la situazione non è migliore
La gestione del diabete a scuola
In Italia oltre il 78% delle istituzioni scolastiche non ha predisposto interventi rivolti al diabete giovanile e solo il 14,28% delle strutture diabetologiche pediatriche svolge attività continua di informazione sanitaria nelle scuole

Nel Regno Unito, quasi la metà (46 percento) degli alunni con diabete di tipo 1 che frequentano la scuola primaria, e un terzo (29 percento) di quelli che frequentano la scuola secondaria, riferiscono che i loro genitori hanno dovuto ridurre l’orario di lavoro o abbandonare il loro impiego per aiutarli a scuola nelle incombenze quotidiane del diabete. Lo afferma un nuovo rapporto pubblicato oggi dall’associazione inglese Diabetes UK.

Il personale scolastico non è sufficientemente preparato

Nel rapporto sullo ‘Stato della cura del diabete nel Regno Unito 2009’ sono stati intervistati 661 bambini e ragazzi affetti da diabete di tipo 1. Due terzi (65 per cento) degli alunni della scuola primaria, e quattro quinti (87 per cento) degli alunni della scuola secondaria, riferiscono che il personale scolastico non ha ricevuto una formazione sufficiente sul diabete, fondamentale per ridurre al minimo i rischi per la salute degli alunni e per garantire una loro piena partecipazione alle attività della scuola.

Un dosaggio sbagliato di insulina può provocare episodi ipoglicemici, o ‘ipo’, causati da bassi livelli di glucosio nel sangue, mentre saltare le iniezioni può causare chetoacidosi diabetica (DKA), determinata da elevati livelli di glucosio nel sangue. Sia le ipo che la chetoacidosi possono determinare perdita di coscienza e, se non trattate, la necessità del ricovero in ospedale. Se il diabete di tipo 1 non viene gestito in modo efficace, vi è anche un più elevato rischio di sviluppare complicanze a lungo termine, quali malattie cardiache, ictus, cecità, insufficienza renale e amputazione degli arti.

Il supporto del personale scolastico è di vitale importanza

“È assolutamente inaccettabile che i genitori di bambini diabetici siano costretti a perdere il loro lavoro andando incontro al rischio di difficoltà economiche a causa della carenza di una adeguata politica sanitaria nelle scuole. È fondamentale che gli alunni abbiano il supporto necessario per controllare la malattia anche all’interno delle mura scolastiche, se si vuole proteggere la loro salute a breve e lungo termine”, ha detto il presidente di Diabetes UK, Douglas Smallwood.

“La recente tragica morte del giovane studente di Stockport, Sam Linton, malato di asma, dimostra l’urgente necessità che il nuovo governo affronti le carenze che i bambini con patologie croniche devono affrontare ogni giorno nelle scuole del Regno Unito. Attualmente non vi è collaborazione tra scuole, enti locali e assistenza primaria. Esistono indubbiamente anche singole situazioni di buona pratica, ma queste devono diffondersi in tutto il paese per evitare che la salute dei bambini, la qualità della loro vita e della loro educazione subiscano danni irreparabili”.

Bisogna riconoscere che gli alunni affetti da diabete sono più vulnerabili

Diabetes UK teme che, senza una legge che obblighi le scuole ad un adeguato sostegno, il pieno inserimento degli alunni affetti da diabete e da altre condizioni croniche rimanga una vera e propria “lotteria”. L’associazione chiede al nuovo governo di assicurare che i bambini con diabete siano riconosciuti vulnerabili, e che venga fornito loro un adeguato supporto da personale ben preparato. La nuova edizione del documento su ‘La gestione dei medicinali e del setting scolastico nei primi anni’ deve essere pubblicato al più presto e inviato a tutte le scuole in forma cartacea.

La gestione della salute e del benessere degli alunni deve prevedere il supporto per i bambini con problemi di salute in modo che a scuola possano gestire la loro condizione in modo efficace, mentre l’Ofsted (Office for Standards in Education, ispettorato nazionale britannico) deve controllare regolarmente che le scuole abbiano a disposizione procedure chiare per la somministrazione dei farmaci. Nel 2007 alcune associazioni di pazienti con condizioni croniche (Asthma UK, Anaphylaxis Campaign, Cystic Fibrosis Trust, Diabetes UK, Epilepsy Action e Long-Term Conditions Alliance) avevano prodotto un documento destinato alle scuole - Medical Conditions at School: Policy Pack - che mirava ad aiutarle nel creare un ambiente sicuro per i bambini che vivono con una condizione medica. Nel marzo del 2008 è stato anche lanciato un nuovo sito Internet interamente dedicato a questo argomento, http://medicalconditionsatschool.org.uk.

Nel Regno Unito, ci sono 20.000 bambini sotto i 15 anni con diabete di tipo 1 e si stima che ogni anno vi siano 2.000 nuove diagnosi. Un sondaggio del 2008 di Diabetes UK nelle scuole primarie inglesi ha scoperto che il 52 per cento delle scuole sono frequentate da bambini con diabete e che nel 70 per cento di queste scuole i genitori erano obbligati ad andare a somministrare l’insulina ai figli. Nelle scuole frequentate da bambini con diabete, inoltre, il personale non è stato adeguatamente formato: nel 42% dei casi a supervisionare i controlli della glicemia, nel 48% a effettuare direttamente i controlli, nel 41% a controllare la somministrazione dei farmaci e nel 59% a somministrarli.

E in Italia?

Nel 2007, la Federazione Nazionale Diabete Giovanile (FDG) ha condotto un’inchiesta tra gli alunni delle scuole di tutta Italia da cui risultava che oltre il 78% delle istituzioni scolastiche non ha predisposto interventi rivolti al diabete giovanile e che solo il 14,28% delle strutture diabetologiche pediatriche italiane svolge attività continua di informazione e formazione sanitaria nelle scuole.

Secondo l’indagine condotta nel 2008 dall’associazione Diabete Forum, le raccomandazioni del 25 novembre 2005 approvate dai Ministri dell’Istruzione e della Salute Moratti – Storace “Linee guida somministrazione di farmaci in orario scolastico” vengono nella maggior parte dei casi ignorate. Infatti, il 75% del personale scolastico non risulta disponibile alla somministrazione del glucagone (farmaco salvavita in caso di gravi ipoglicemie), il 55% non è disponibile alla supervisione del bambino durante l’iniezione di insulina e l’85% non è disposto a farla direttamente. Per quanto riguarda il controllo della glicemia, invece, i due terzi del personale non sono disponibili ad eseguirlo direttamente, mentre la proporzione si inverte nel caso in cui debbano assistere il bambino durante le operazioni di test.

«La mancanza quasi totale di interventi strutturati in concerto con le Istituzioni, i Servizi Diabetologici, le Scuole e le Associazioni dei pazienti, e la disomogeneità degli interventi nazionali portano a considerare l’urgenza di una presa di coscienza affinché la formazione e la crescita avvengano nel rispetto dei diritti e della dignità di chi, anche con una malattia cronica, può e deve avere tutte le opportunità”, conclude la ricerca della FDG. “Le problematiche emerse necessitano di un’urgente considerazione politica che operi nel fronte di una formazione culturale e sociale del diabete, e nello stesso tempo intraprenda la strada e l’azione politica per garantire lo stato di salute del bambino e del giovane con diabete nella scuola.”

 
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